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POLIZIA POLITICA IN TICINO: LE SCHEDE DELLA BUPO RACCONTANO
Rapporti mensili sulle "attività estremiste", rapporti elettorali con allegate liste dell'opposizione
di sinistra, rapporti su festival di Locarno, teatri alternativi,
circoli culturali: a dispetto delle dichiarazioni ufficiali, la febbre
nazionale delle schedature non ha risparmiato il Ticino.
Ne sono testimoni le schede inviate da Berna negli ultimi due anni ai
richiedenti subalpini. Dalla cinquantina di documenti esaminati, con
oltre 1200 iscrizioni che vanno dal 1956 al gennaio 1990, emerge un
quadro meno edificante di quello presentato due anni fa dalla
sottocommissione del Gran Consiglio per la gestione, stando alla quale
"il Ticino è stato fortunatamente soltanto sfiorato dal fenomeno degenerativo".
TICINO SFIORATO... IN PIENO (1)
Il rapporto della Gestione parla di una "flessione"
delle registrazioni negli anni'70 rispetto alla "frequenza e
intensità" del decennio precedente. Le schede esaminate - in
maggioranza raccolte
dal "Comitato contro lo Stato ficcanaso" che intende pubblicare un
"libro bianco" - sono forse più "fresche" della media: circa il 60 per
cento delle registrazioni sono degli anni '70 e oltre il 20 per cento
degli anni '80. Non trova in ogni caso conferma che "dalla seconda metà
degli anni Settanta", la raccolta di informazioni riguardi "quasi
esclusivamente episodi connessi con procedimenti penali specifici,
mentre la schedatura si limita ai soli nominativi direttamente
implicati nelle inchieste": una porzione irrilevante di "input" si
riferisce a inchieste penali.
Ecco una serie di motivi di schedatura post '75 aventi per fonte
la polizia ticinese: essere eletto sulla lista del PdL alle comunali
(1976), prendere la parola a una manifestazione studentesca autorizzata
"per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla
disoccupazione magistrale" (1977), essere membri dell'associazione
"Cultura popolare" di Balerna (1978), figurare sulla lista elettorale
del PSA (1979 e 1983), parcheggiare l'auto nei dintorni della sala dove
si tiene un congresso pacifista (1980).
Più recenti: essere cofirmatario dell'iniziativa antiesercito
(1985), invitare in Ticino un
diplomatico dell'Est conosciuto a una partita di calcio (1987), fare un
viaggio in Nicaragua (1988), chiedere il permesso di parola per un
oratore straniero a nome del Comitato di solidarietà per il
Centroamerica (1988), sposarsi (1988, ultima annotazione di uno
schedato del Locarnese).
Bellinzona ha continuato a mandare a Berna rapporti sulle elezioni in Ticino con le
liste di PSA-PdL-LMR/PSL fino al 1983. Poi la "Bundespolizei" si è
accorta che poteva trovare fatti e nomi direttamente sui giornali. Nel
1988, ha schedato "in corpore" la neodirezione del PSU copiando
semplicemente da "Politica nuova".
SOVVERSIVI AL CINEMA
L'utilità, ai fini della "protezione dello Stato", delle "osservazioni" della polizia politica non è evidente. Sulla scheda di
uno dei ticinesi processati nel 1981 quali "fiancheggiatori" del
terrorismo italiano si leggono annotazioni del tipo: "Da Cdo. Pol. TI:
Rapporto sul XXVII festival internazionale del film di Locarno. Il 3.8.74 fu proiettato il film 'Cerchiamo per subito operai
offriamo' di HERMANN Willi 41. Al cinema e alla successiva discussione
furono notati diversi membri e simpatizzanti della LMR. Figura su
questa lista".
Il suo nome compare pure nel "Rapporto sulla manifestazione folcloristica
del 2.2.76 nell'aula magna del ginnasio cantonale di Losone" e non
manca nel "Rapporto su una conferenza serale del CIRCOLO DELLE ARTI (il
maiuscolo indica che il "Circolo" è pure schedato, ndr) il 3.2.76 sul
tema 'Garcia Marquez e la realtà latinamericana'". Sulla sua scheda
figurano ben 116 annotazioni dal 1965 al 1980, ma per motivare la prima
inchiesta formale nei suoi confronti, a quasi dieci anni dai reati in
questione, ci vollero le rivelazioni di un pentito... pubblicate su "Lotta continua".
I furti di armi ed esplosivi contestati a lui e ai suoi compagni in
tribunale furono motivo - o pretesto - per mettere sotto controllo
decine di telefoni in tutta la Svizzera. Le telefonate di un
futuro deputato PSU furono origliate per due mesi, il tutto per carpire
solo alcune "conversazioni sull'aiuto al Vietnam".
PARCHEGGI A RISCHIO
Accuratezza e puntigliosa verifica non sono la qualità migliore dei
rapporti giunti a Berna. Formulazioni quali "probabile partecipante" a
tale o talaltra riunione politica perché "la sua auto è stata notata nei pressi" ricorrono con frequenza sulle
schede dei ticinesi. "Non è escluso che C. fosse presente a questa
riunione", si legge in una di loro.
"Molti nomi sulla mia scheda a me non dicono niente, credo che
siano di persone che hanno parcheggiato sulla piazzetta del paese per
andare al Generoso", afferma un superschedato del Mendrisiotto, spiato
fin nelle vicende più intime all'inizio degli anni '70. La polizia gli
aveva perfino attribuito la macchina di un altro.
Prestare l'auto a uno di sinistra poteva comportare rischi imprevisti.
Un giovane leventinese fu registrato nel 1980 come "probabile
partecipante" a un congresso per il disarmo a Biasca per via del numero
di targa. "Ma a Biasca c'ero io", sostiene un fratello, a sua volta
"conosciuto come antimilitarista e contestatore in generale". Lo stesso
giovane era stato schedato quattro anni prima come "corresponsabile" di
un movimento terzomondista e come "membro attivo del PSA". Senonché,
stando agli interessati, in questo caso la polizia lo avrebbe confuso con un terzo fratello....
PRONTO, CHI SCHEDA?
Anche telefonare poteva causare l'inaugurazione di una scheda.
Nel 1971, uno studente universitario sorvegliato contatta "un certo
Riva ", "impiegato TV", circa "un seminario sulla politica estera e la
neutralità della Svizzera" previsto giorni dopo a Lenzburg/AG. Dopo le
opportune verifiche lo sconosciuto diventa RIVA Antonio. (2)
Morale comunque rassicurante: una breve scheda non compromette
necessariamente la carriera. Una lunga, a volte sì: "Si cercherà ora
col tempo di licenziarla", annota la "Bupo" nel 1972 sulla scheda di
una giornalista della TSI.
Non è mancata qualche intrusione nel segreto postale:
l'annotazione "Figura sulla lista di chi ha fatto versamenti alla
Brèche", organo della Lega marxista rivoluzionaria, ricorre su parecchie schede nei primi anni '70, a volte come unico motivo di
registrazione. Negli anni '60 si cercavano invece gli abbonati al
"Lavoratore". Nessun indizio per "Politica Nuova": ma era schedato chi
la vendeva per strada.
PSICOLOGI, MORALISTI, DENUNZIATORI
Nei ranghi della polizia non mancavano psicologi e
moralisti. "Carattere difficile, incostante e scontento", si
legge, in italiano, sulla scheda di un docente, in cui le annotazioni politiche
si intrecciano con storie di ex mogli, amanti e vacanze mediterranee di
improbabile interesse antisovversivo. "E contro la società, da cui non
disdegna però di accettare borse di studio", conclude l'unica
iscrizione a carico di un luganese, reo tra l'altro di aver trascorso
due anni in Brasile "con l'idea dell'aiuto al Terzo Mondo".
Informazioni e denunce di privati, anche gravemente lesive,
erano trascritte come dati di fatto, senza verifiche né riscontri. Un
ingegnere del Luganese è finito nell'elenco degli estremisti sulla base
di una denuncia generica di un collega di studi. Un tecnico del
Locarnese, incensurato, è descritto nella scheda come "noto
imbroglione", "non integro" e "sospetta spia". All'origine del primo
epiteto - afferma - una causa civile al datore di lavoro per mancata
compensazione del rincaro, vinta in pretura. Dopo un ricorso al
Consiglio federale, il tecnico sa ora a chi deve gli altri due: a
"segnalarlo" discretamente, mantenendolo però altri dieci anni al suo
servizio, è stato il successivo datore di lavoro: persona nota e
stimata fin oltre i confini del Belcantone.
Note maggio 2006:
(1)
Richiamo al titolo del Giornale del popolo del 13.6.1990 sul rapporto
della sottocommissione del GC: 'Schedature, "Ticino soltanto sfiorato"'.
(2)
Antonio Riva era nel 1992, al momento della pubblicvazione
dell'articolo, direttore generale della SSR. Il maiuscolo sta a
indicare che anche lui si è meritato la sua bella scheda a berna.